IL CORE TRAINING E L’ALLENAMENTO VISO-NEURO-COGNITIVO APPLICATI AL KENDO

IL CORE TRAINING E L’ALLENAMENTO VISO-NEURO-COGNITIVO APPLICATI AL KENDO

(Tesi di Laurea – Luglio 2017, Università degli Studi di Brescia – Facoltà di Scienze Motorie)

Parole chiave: kendo – core training – visoneurocognitivo – plank – stabilizzazione statica – stabilizzazione dinamica

 

Viene proposto un programma di allenamento che possa costituire un utile supporto fisico, neurologico e atletico agli allenamenti convenzionali di Kendo.
KENDO: disciplina marziale che si presenta come una forma di scherma orientale, in cui sono presenti aspetti culturali/sociali della cultura giapponese, da cui nasce e si sviluppa negli anni, per arrivare nell’epoca moderna con competizioni anche a livello mondiale.
Gli atleti di Kendo devono disporre di forza esplosiva e reattiva per realizzare le tecniche proprie di tale disciplina, nonché di un’elevatissima prontezza a livello mentale per individuare il momento opportuno per sviluppare i movimenti di attacco e difesa. Proprio in merito a queste capacità si sviluppa il programma di allenamento.

CORE TRAINING
La sensibilizzazione e il potenziamento del CORE sono indispensabili per numerosi aspetti in tutti i movimenti che si effettuano nel Kendo, in particolare per la posizione di guardia:

IL CORE TRAINING E L’ALLENAMENTO VISO-NEURO-COGNITIVO APPLICATI AL KENDO IL CORE TRAINING E L’ALLENAMENTO VISO-NEURO-COGNITIVO APPLICATI AL KENDOIL CORE TRAINING E L’ALLENAMENTO VISO-NEURO-COGNITIVO APPLICATI AL KENDO Chudan no Kamae (posizione di guardia)

 

e per il movimento di attacco:

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Movimento di attacco a MEN (uno dei 4 obbiettivi)

 

Il potenziamento della muscolatura del CORE si rivela fondamentale per i seguenti aspetti:

  • Mantenimento allineato del busto;
  • Conferire compattezza alla parte superiore del corpo durante la spinta in avanti delle anche da parte dell’arto inferiore sinistro, che tende a scomporre l’allineamento del busto;
  • Trasferire le forze prodotte dallo spostamento del corpo direttamente all’impatto della spada sull’obbiettivo, che deve realizzarsi in rilassatezza quasi totale degli arti superiori.

In merito ai seguenti aspetti il programma propone gli esercizi seguenti:

  • Stabilizzazione statica su piani stabili: il disequilibrio è provocato dal posizionamento del corpo stesso, il quale permette l’attivazione della muscolatura superficiale del CORE.

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PLANK: attivazione della parte anteriore del CORE (retto dell’addome, obliqui e trasverso), retroversione pelvica tramite l’azione dei glutei.

 

 

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REVERSE PLANK: attivazione della parte posteriore del CORE, muscoli ischiocrurali e glutei.

 

 

 

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LATERAL PLANK: attivazione del core laterale, gluteo medio, tensore della fascia lata e stabilizzazione del bacino (drop laterale).

 

 

 

  • Stabilizzazione dinamica con utilizzo di superfici e attrezzi instabili: il disequilibrio creato dall’instabilità degli attrezzi e dei piani d’appoggio, comporta l’attivazione dei muscoli più profondi del CORE, i quali hanno il ruolo di stabilizzare soprattutto la colonna lombare.

 

IL CORE TRAINING E L’ALLENAMENTO VISO-NEURO-COGNITIVO APPLICATI AL KENDO IL CORE TRAINING E L’ALLENAMENTO VISO-NEURO-COGNITIVO APPLICATI AL KENDO

TRX PLANK SWISSBALL REVERSE PLANK

 

 

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ATTIVAZIONE CORE ANTERIORE SIMULAZIONE DI ATTACCO SU BOSU

 

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PLANK LATERALE CON BANDA ELASTICA

 

 

ALLENAMENTO VISO-NEURO-COGNITIVO

Si tratta di una forma di allenamento che si avvale di stimoli visivi attraverso i quali, una volta elaborati dal sistema nervoso centrale, è possibile realizzare dei movimenti corrispondenti.

L’attività cerebrale che si allena mediante questa metodologia rispecchia esattamente quella che viene utilizzata nelle fasi di studio del combattimento di Kendo, nei momenti in cui è necessario reagire in tempi strettissimi ad uno stimolo avversario, che si tratti di un movimento, di un attacco o di una finta.

Si considera questo aspetto più importante dell’atto motorio, in quanto costituisce l’impulso scatenante l’atto motorio stesso (si parla di sinapsi, impulso motorio, motoneurone, giunzione neuromuscolare). Inoltre, un allenamento che mette in atto i movimenti specifici di una determinata attività, come il Kendo, tramite la stimolazione dei processi cognitivi e neurologici, permette un miglior perfezionamento di tali movimenti. Tale tesi è confermata in un articolo scritto dal prof. G. Filippi, docente di fisiologia umana del C.d.L. in Scienze Motorie dell’ Università Cattolica di Milano, intitolato “La nuova frontiera del training: il legame tra neurofisiologia e sport”, in cui scrive: ”[…] il trainer inventa o adotta una particolare sequenza di esercizi che, per essere svolti, costringono il sistema di controllo motorio ad apprendere e a mettere in atto una serie di strategie in cui migliora, che progressivamente memorizza giungendo ad una guida efficace della macchina muscolare”.

Nel programma sono stati inseriti delle esercitazioni che combinano dei movimenti specifici a dei codici alfabetici e cromatici rappresentati su tabelle illustrative. Il lavoro dell’allievo sta, in primo luogo, nel memorizzare gli abbinamenti (es.: colore rosso = spostamento laterale a destra) e successivamente nel riprodurre i movimenti richiesti con continuità, ritmo e con il minor numero di errori possibili.

Di seguito sono rappresentate le tabelle utilizzate nel programma:

 

Tabella 1

IL CORE TRAINING E L’ALLENAMENTO VISO-NEURO-COGNITIVO APPLICATI AL KENDO IL CORE TRAINING E L’ALLENAMENTO VISO-NEURO-COGNITIVO APPLICATI AL KENDO

 

Tabella 2

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Tabella 3

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Tabella 4

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CONCLUSIONI

Il progetto presentato è stato elaborato sulla base sulle attuali conoscenze tecniche del kendo unite agli studi nell’ambito delle scienze motorie. Oggi, almeno in Italia, non esiste alcun programma di allenamento riferito al tema trattato. I nostri dati preliminari fanno propendere per una reale efficacia degli esercizi proposti mirati alla pratica del kendo. Naturalmente saranno necessarie ulteriori verifiche con un maggior numero di soggetti di diversa età ed esperienza.

Tuttavia, risultano le seguenti considerazioni:

  • Il core training è un’efficace modalità di allenamento e la sua applicazione alle tecniche del Kendo permette un reale miglioramento di quest’ultime;
  • In generale, le attuali evidenze scientifiche confermano l‘utilità di indirizzare i programmi di attività fisica e sportiva verso un percorso che prenda seriamente in considerazione l’aspetto neuro-cognitivo volto ad un apprendimento più variegato del movimento;
  • I limiti nella possibilità di divulgare questo progetto si ritiene dipendano soprattutto dalla metodologia di insegnamento tradizionale della disciplina. Le esercitazioni proposte, infatti, escono dagli schemi tradizionali di allenamento del Kendo perché adattano le conoscenze scientifiche più attuali alla disciplina stessa, con il rischio di renderle di difficile comprensione per i non esperti nel campo delle Scienze Motorie.

 

BIBLIOGRAFIA

Articoli:

Libri:

  • Ferrante C., Bollini A., Teoria, tecnica e pratica del core training, Calzetti e Mariucci, Perugia 2010;
  • Martini F.H., Timmons M.J., Tallitsch R.B., Anatomia umana, Edises, Napoli 2000,2004.
  • Quinci A., Migliorino N., Anatomia Funzionale. Anatomia muscoloscheletrica, chinesiologia e palpazione per terapisti manuali, Piccin nuova libraria S.p.a., Padova.

Documenti on line:

 

AUTORE

Giacomo Pezzo

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