REFLECTIONS ON MOVEMENT AND SOCIALITY.

RIFLESSIONI SUL MOVIMENTO E LA SOCIALITÀ.

Ci sono casi in cui i padroni hanno liberato i propri uccelli tenuti come mascotte; hanno sicuramente capito il vero significato di reclusione e la mancanza di libertá.
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Casi di animali selvaggi che senza il pericolo dell’uomo, forse, hanno ritornato ad una terra che ancestralmente gli apparteneva.
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Ci sono sedentari da tutta una vita, che non avendo più scuse, e con tutto il tempo a disposizione, hanno cominciato a fare esercizio fisico a casa. Benvenuti!
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Ci sono sportivi che avendo trascurato per tutta la vita la preparazione fisica, hanno iniziato a riempire il vuoto con questa, e finalmente hanno capito che il proprio sport era solo una piccola parte della salute e del movimento inteso in senso universale. Benvenuti!
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Casi mai visti di reciproca solidarietà tra gli uomini e tra le donne.
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Casi in solitudine, che avendo trovato una connessione più intima con il proprio corpo, hanno capito che il tempo dedicatogli era troppo poco, forse capendo come il ritmo di vita precedente fosse troppo frenetico ed illusorio.
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Casi di unione, di lavoro in team, di convivenza nonostante le differenze, di dare aiuto senza aspettare niente in cambio, ma anche casi meschini, di approfittatori, ma non parleremo di questi ora..
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Insomma, le circostanze di questa emergenza; isolate, fragili, ci hanno fatto riflettere sul movimento e la socialitá…
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Sono parti essenziali della nostra natura; parte fondamentale della nostra salute neuropsicofisica, nonché della posibilitá epigenetica di diventare ciò che siamo, o ciò che vogliamo essere, in mezzo, purtroppo o per fortuna, a questo caos apparente.
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(In tutti questi casi io mi ritrovo) (Dopodiché, cosa faremo con la nostra vita?)

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